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latitante
quando è meglio mettersi al riparo
 
 
 
 
           
       



"La carne è incompatibile con la carità: l'orgasmo trasformerebbe un santo in lupo"
E.M. Cioran

"In tempi come questi la fuga è l'unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare"


 
1 giugno 2007

Ricky

Ho attraversato incubi orribili. Talmente inquietanti da svegliarmi nel cuore della notte, infilarmi pantaloni e felpa, e uscire per le strade deserte della città sotto la pioggia. Camminare lasciandomi bagnare sempre più dal cielo è l’unico modo che conosco per allontanare quella sensazione di angoscia data dal sogno, per ritornare alla realtà. E stanotte per fortuna pioveva tanto.
Ti ho pensato tanto, stanotte, passo dopo passo. Come una fotografia tra le mani, ti vedo ancora davanti a me, quando stavi per partire alla volta di Barcellona, a prendere le ultime cose nel tuo box, in mezzo ad amplificatori, telecomandi, dischi, pezzi di computer. Ti aiutavo a caricare la macchina, la tua ennesima macchina comprata da chissachi, stipata al limite. E quando anche l’ultimo angolo disponibile fu pieno, ti trovasti con una maglietta tra le mani. Mi dicesti: “questa non ci sta, te la regalo”. Ci siamo abbracciati forte, sei montato in macchina e sei sparito all’orizzonte, tra i palazzi grigi del quartiere popolare di Milano dove sei nato.
Non sei più tornato da Barcellona. Tradito da due ruote ribelli sull’asfalto viscido di pioggia. Proprio tu, che eri in grado di guidare ogni mezzo avesse delle ruote facendolo andare più veloce di qualsiasi altro attorno; che mi hai fatto vedere quel 304 sul tachimetro. Dovrei odiarla la pioggia. E invece è una delle cose che più amo in questo mondo.
Ce l’ho ancora quella maglietta. Gialla, le maniche lunghe con le strisce nere. La indosso spesso quando vado a dormire. Compagna di tanti incubi, come la tua assenza.




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30 maggio 2007

via Saterna

Quando noi latitanti milanesi siamo stanchi dal lungo scappare, abbiamo un tacito accordo: trovarci di notte per riposare insieme in via Saterna, un piccolo budello a curva che collega via Solferino a Largo La Foppa, vicino a Corso Garibaldi. Uno potrebbe obiettare: ma come, siete in fuga e vi date appuntamento in pieno centro a Milano?
Via Saterna non è una strada normale, non è accessibile a tutti. Per trovarla prima di tutto bisogna amare Milano, visceralmente, altrimenti non la vedi nemmeno. E poi bisogna avere tanti sogni, tanta passione dentro da star male. Perché quando ci entri, in via Saterna, gli spiriti dei defunti escono dalle case, ti si avvicinano e vogliono ascoltare la tua storia; perché loro hanno un'unica passione: l’eterno rimpianto-desiderio per le passioni che provavano da vivi.
Se la trovate, se avete abbastanza cuore per percorrerla, chiedete di Dino. Lui vi spiegherà tutto. L’ha disegnata lui via Saterna. E ora abita lì.





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30 maggio 2007

affanno

Rompo il vetro della cornice, tento di scappare via da una foto in bianco e nero, in cerca di un posto dove il ricordo di te non riesca a raggiungermi. Ma c’è troppo sole qui, troppa luce. Non so che farmene di tutti questi colori. Mi accorgo ora che mi son tagliato le mani. Il sangue dovrebbe essere grigio, non così rosso. Rosso era il tuo respiro d’affanno, nient’altro.
Un posto in cui piova.




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30 maggio 2007

John...

Non ti ho tradito. Dico sul serio. Ero... rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C'era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C'è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!





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30 maggio 2007

Marsciano, Perugia

per la serie: i mostri siamo noi.




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29 maggio 2007

Custode di sogni

Ieri sera ho visto un film assurdo che mi è piaciuto tantissimo, L’arte del sogno, di Michel Gondry. Il protagonista, Stephan, ha un’attività onirica talmente intensa da prendere spesso e volentieri il sopravvento sulla realtà. E come molti film francesi non si capisce come va a finire. Mi è piaciuto tanto forse proprio perché anch’io, più che dormire, vivo una vera e propria esistenza parallela. Fin da bambino mi capita di svegliarmi, affaticato, ed essere completamente convinto che mi sia successo ciò che ho sognato. Mi ci vuole un po’, anche una decina di minuti, per prendere coscienza che si trattava solamente di un sogno. E non sempre è un sollievo. Anzi.
Prima di andarsene dalla mia vita, lei mi ha regalato un quaderno, bello, con le pagine bianche, la copertina spessa e due fettucce blu per chiuderlo. È ancora intonso. Penso che lo userò per scriverci i sogni che faccio durante il sonno. Un sogno svanito come custode di sogni notturni... buffa la realtà.




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28 maggio 2007

Il pugno

Il pugno stretto attorno al mio cuore
si allenta un poco, e io respiro ansioso
luce; ma già preme
di nuovo. Qundo mai non ho amato
la pena d’amore? Ma questa si è spinta

oltre l’amore fino alla mania. Questa
ha la forte stretta del demente, questa
si aggrappa alla cornice della non-ragione, prima
di sprofondare urlando nell’abisso.

Tieni duro allora, cuore. Così almeno vivi.


Derek Walcott




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5 aprile 2006


Un desiderio immenso di scappare.
Scappare a gambe levate.




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14 aprile 2005

appunti 3

Se ti trovi a una festa in mezzo a drugqueen, travestiti, gay un po’ ebbri (niente contro nessuno di loro) e all’improvviso va via luce, non è proprio la cosa migliore urlare nel buio “andate a dar via il culo”.

Dalle prime indiscrezioni sull’inchiesta italoamericana sull’uccisione di Calipari, i militari statunitensi non hanno commesso alcuna mancanza. La colpa sarebbe tutta dell’agente italiano alla guida della Toyota che non avrebbe tenuto conto dei chiari avvertimenti e che per di più andava a manetta.
Prepariamoci a un’altra archiviazione sotto la lettera S, servitù.

Stasera andrò all’ennesima festa di questa settimana milanese del salone del mobile. La novità è che so che ci sarà anche una persona che voglio assolutamente conoscere. Cercare di individuarla tra la gente sarà un divertente passatempo tra una pausa e l’altra al bancone.

Ho lasciato il mio numero di telefono alla camerierina ammiccante della pizzeria dove ho cenato ieri sera. Non mi ricordo se l’amica che era con me mi ha detto “fa schifo” o “fai schifo”. Ma propendo per la seconda.

La mia latitanza è giunta al termine. E non è stata neanche poi tanto male. Questa specie di esperimento-prova mi è piaciuto. Ho capito alcune cose. Mi pare. Comunque si torna a casa. La strada non è poi così lunga, ma il tempo che impiegherò a percorrerla dipende dalle soste che farò nei bar sulla via.




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6 aprile 2005

La resa dei conti

E così se ne va anche l’ultimo dei miei scrittori preferiti, Saul Bellow.
Provo tanta tristezza e malinconia in questo momento.
Avrei voluto conoscerti, vederti, anche solo per un istante. Avrei voluto la possibilità di abbracciarti forte, di bere un drink in tua compagnia, ridere e soprattutto dirti grazie. Perché attraverso i tuoi libri ho imparato a conoscere meglio l’uomo e le sue paure, manie e frustrazioni. E in esse rispecchiarmi. Per la tua inarrivabile e mai volgare ironia. Per quel piccolo gioiello che è La sparizione. Non mi stanco mai di rileggerlo.
Quell’inquietudine che ti portavi appresso di trovare l’anima gemella, mai sedata e mai soddisfatta. Anche da puro spirito, adesso, sarai di certo in cerca dell’ennesima moglie.
"L'eros è un risarcimento concesso da Zeus, forse per ragioni politiche sue. E la ricerca della tua metà perduta è senza speranza. L'incontro sessuale produce una sorta di momentanea amnesia, ma la dolorosa consapevolezza della mutilazione è permanente"
Ognuno nella vita si sceglie i propri maestri, modelli e guide. Per me Bellow era uno di quelli.
Con profonda commozione, fai buon viaggio.





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5 aprile 2005

Ballarò

Berlusconi straparla, delira e vomita le ormai note boiate.
Rutelli risponde con concetti talmente sorprendenti, progressisti e coinvolgenti che da due ore a questa parte sono sempre più convinto che devo conoscere quella spendida biondina dagli occhietti maliziosi seduta alle sue spalle.
È stata proprio una bella puntata.




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4 aprile 2005

Teatro alla Scala

I musicisti non potevano mica rimanere Muti.




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19 marzo 2005

Bella gente

Ma è persuasione ponderata dello scrittore di questo libro che le guerre sono combattute dalla più bella gente che c’è, o diciamo pure soltanto dalla gente, per quanto, quanto più ci si avvicina a dove si combatte e tanto più bella è la gente che si incontra.

Ernest Hemingway

Prefazione del 30 giugno 1948 ad Addio alle armi




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8 marzo 2005

Punto sul rosa

Carenza di mimose quest’anno a causa del freddo che ha duramente segnato l’inverno nella costa ligure.
Forse è il caso di cambiare il simbolo di questa festa.
Le donne sono molto più forti, succose e coriacee rispetto a quegli insipidi pallini gialli.
Ecco, ci vorrebbe un bel cactus!




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7 marzo 2005

Polemica sì, fino in fondo!

Onorevole Letta, lei sarà anche un uomo che rappresenta le istituzioni, lo stato, e che magari compie il suo dovere in maniera eccellente.
Ma non mi chieda di non fare polemiche.
Io voglio la verità. Esigo la verità. La polemica serve proprio a scuotere i cervelli, a confrontarsi, a sollevare tutti i dubbi possibili e legittimi.
Quando cazzo bisogna polemizzare se non ora?
Io sono stufo marcio di vedere continuamente il destino del mio paese e dei miei concittadini sfumato a stelle e strisce. Penso che la gratitudine verso un paese che ha aiutato il nostro popolo a liberarsi si possa esprimere in maniera limpida. Costruttiva. L’omertà a cui ci siamo tristemente abituati in questi frangenti va invece in tutt’altra direzione.
Ben venga la polemica, cruda e violenta. Sì, proprio oggi.
Onorevole Letta, io non sono comunista, tuttavia da italiano inizio ad avvertire sempre più forte una sensazione di servitù. Preferirei scrollarmela di dosso in fretta.




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3 marzo 2005

Miles Davis, Bitches Brew

Music is the greatest of the arts for me because it cuts through everything, needs no aids. It is. It simply is. And in contemporary music Miles defines the terms. That’s all. It’s his turf.
Ralph J.Gleason





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1 marzo 2005

Florence è viva. E l'abbraccio




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28 febbraio 2005

pensiero 'damascato'

Che vita sarebbe senza capri espiatori...




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21 febbraio 2005

Coi piedi per aria

Una mia amica dice che sono giunto a quell’età in cui si abbandonano i sogni per diventare finalmente una persona concreta.
Io alla concretezza continuo a preferire le delusioni.




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15 febbraio 2005

notizie latitanti

Abbiamo talmente di rado informazioni su quel che avviene laggiù, che ho pensato di segnalare.

Tanto poi ce se ne dimentica in fretta.




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14 febbraio 2005





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10 febbraio 2005

Indipendente dalla storia...

Mi piace molto leggere, informarmi. Non sono mai stato un assiduo lettore dell’Indipendente, ma difficilmente mi perdevo l’edizione domenicale, completamente dedicata alla storia, ogni volta una monografia su un personaggio, un periodo storico, un avvenimento. Davvero piacevole e interessante. E vedendo il cospicuo numero di lettere e mail che i lettori inviavano al giornale a riguardo, complimentandosi con la redazione o dibattendo sull’argomento proposto, si può dire che incontrava il favore totale del pubblico. Tanto che l’edizione domenicale era quella che tirava di più nell’economia del giornale.
Dalla scorsa settimana il nuovo direttore di questa testata è Gennaro Malgieri, ex direttore del Secolo d’Italia da cui ha dichiarato di essersi dimesso “a causa di una difficile comunicabilità con il triumvirato di An”.
Comunque sia, il primo intervento di Malgieri, che ha preso il posto di Giordano Bruno Guerri, è stato quello di chiudere l’uscita domenicale dell’Indipendente dedicata alla storia. Niente lettere di spiegazione ai lettori, niente saluti, niente di niente.
Bravo Malgieri, se il tuo compito è quello di affossare del tutto un giornale che già non procedeva a gonfie vele ci stai riuscendo benissimo...




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8 febbraio 2005

Immondizia umana

Ieri sera, sul tardi, La7 ha trasmesso un documentario tanto atroce quanto utile e interessante. Intitolato “Il ritorno del soldato”, mostrava le condizioni in cui versano tantissimi soldati statunitensi reduci dalla guerra in Iraq, quelle migliaia di feriti che il governo americano sta ben attento a non sbandierare ai quattro venti.
Un ragazzo saltato su una mina che ha perso tutte e due le gambe e un braccio. Un uomo affetto da una rara malattia causata dal prolungato contatto con uranio impoverito e che ha avuto una figlia con un arto deforme, proprio come molti bambini iracheni. Centinaia di soldati tornati a casa con gravissimi problemi psichici.
Il documentario era oltremodo apprezzabile in quanto non dispensava alcun commento o giudizio sulla opportunità o meno di questa guerra, sul suo essere giusta o no. Mirava unicamente a far vedere le consueguenze della guerra, gli orrori della guerra.
Allora ce la metto io un’opinione. Per un soldato che ha perso un braccio in guerra, il governo statunitense stanzia 300 dollari al mese. Per un figlio di un soldato affetto da malattie contratte dal padre durante la guerra, lo stato non stanzia alcunché.
Mi pare un po’ poco.
Questa incredibile macchina da guerra che sono gli Stati Uniti forse non ha ancora perfezionato il riciclaggio dei suoi rifiuti.




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4 febbraio 2005

bipolarismo sfrenato

I due schieramenti che la politica offre al popolo italiano, la casa delle libertà e la gad, sono così antitetici, così radicati ciascuno nei propri principi, così sostanzialmente diversi negli obiettivi e nei metodi con cui perseguirli, così idealisti... che si contendono lo stesso partito per averlo come alleato.
Bò.




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3 febbraio 2005

Avrei bisogno di una spinta

o mi sfracello al suolo o mi metto a volare.

Comunque sia, ho bisogno di una spinta.




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31 gennaio 2005

Grazie Ghezzi

Sabato notte in bianco a seguire la programmazione su Rai Tre. Ghezzi ha dedicato un’intera notte al ricordo dell’olocausto. Molto più interessante e utile delle tante parole, spesso vuote, sentite in settimana dai vari politicanti.
Film che tutti dovrebbero vedere:

Notte e nebbia
(Francia, 1956) di Alain Resnais
Documentario sullo sterminio commissionato a Resnais dal Comite d'Histoire della Seconda Guerra Mondiale. I materiali attinti agli archivi storici delle forze alleate si alterna a sequenze a colori girate sui luoghi della deportazione. Commento di Jean Cayrol, musica di Hanns Eisler.

Uno specialista
Catturato a Buenos Aires dai servizi segreti israeliani nel 1960, il criminale nazista Adolf Eichmann viene portato a Gerusalemme. Qui, nell'Auditorium della Casa del Popolo trasformata per l'occasione in tribunale, a partire dall'11 aprile 1961 prende il via il processo a suo carico. Dopo otto mesi di dibattimento, il 15 dicembre la Corte del distretto di Gerusalemme, composta da tre giudici israeliani di origine tedesca, pronuncia la condanna a morte. Eichmann ricorre in appello. Il 28 marzo 1962 il giudizio di primo grado viene confermato. Eichmann chiede allora la grazia al Capo dello Stato. Il 31 maggio la grazia viene rifiutata e Eichmann viene impiccato intorno alla mezzanotte.
Delle 350 ore di filmato del processo a Adolf Eichmann, che fu responsabile dell'intera organizzazione dello sterminio nazista degli ebrei, Eyal Sivan e Rony Brauman hanno estratto e rimontato due ore di sequenze.

La passeggera
(Pasazerka, Polonia 1963, b/n) di Andrzej Munk
Su una nave in rotta da Amburgo verso il Canada, nei primi anni sessanta, Liza, ex sorvegliante ad Auschwitz, crede di riconoscere tra i passeggeri Marta, un'ebrea che fu sua vittima e con la quale, spinta da un'attrazione fisica non ricambiata, cerco' di instaurare un simulacro di rapporto umano. Confida la cosa al marito e, nel tentativo di giustificare le sue colpe, ripercorre il racconto del passato.
Munk mori' in un incidente stradale il 20 settembre 1961 lasciando il film incompiuto: con un lavoro di due anni fu portato a termine dal suo collaboratore Witold Lesiewicz che inseri' al posto delle inquadrature mancanti foto di scena e una voce fuori campo.

Vogliamo vivere
( USA 1942) di Ernst Lubitsch
Nella Varsavia occupata dai tedeschi Hitler cammina per le strade e una bambina gli chiede l'autografo: si tratta in realta' di un attore della compagnia teatrale di Josef e Maria Tura la cui commedia Gestapo viene pero' censurata. Ma l'arte dell'attore serviranno per resistere all'Occupazione tedesca in una recita sublime...

Last Days, di Steven Spielberg

Sono andato a dormire alle 8 di mattina. Molto più ricco.




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11 gennaio 2005


minchia quante cagate si leggono sui blog!




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20 dicembre 2004


e nel frattempo Berlusconi se la ghignava.




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20 dicembre 2004


e Gasparri ha risposto: "esatto"




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20 dicembre 2004


praticamente Casini oggi ha detto: "non ci posso fare un cazzo".




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